Basta morire di lavoro. Un film-documentario per parlare di sicurezza
Il 28 novembre al teatro Miela di Trieste la Fillea di Trieste e Gorizia, assieme alla Cgil Trieste, presenta un convegno dedicato al lavoro nella sua accezione più triste e drammatica: gli infortuni e le morti.
Si scrive Operaicidio, si legge strage quotidiana e infinita del lavoro che uccide, e proprio da questo neologismo partiamo per la nostra analisi approfondita. Nell’arco della mattinata, in parte anche dedicata a un pubblico di studenti e quindi futuri lavoratori, verrà presentato prima il film documentario del regista Luca Bianchini, prodotto da Alveare Cinema e da RAI Documentari, ARTICOLO 1, un racconto corale che esplora il lavoro come identità, diritto e terreno di trasformazione sociale. A seguire gli autori, il giornalista Marco Patucchi e il magistrato Bruno Giordano, presenteranno il loro libro Operaicidio, la prima opera esaustiva e di denuncia su una delle tragedie più dolorose del nostro Paese. Emergenza infinita diventata normalità con una media di tre morti di lavoro al giorno, nella colpevole latitanza della politica e delle istituzioni. Temi, questi, che verranno anticipati in una conferenza stampa convocata sempre al Teatro Miela alle ore 11 di mercoledì 26 novembre, occasione anche per un aggiornamento e una riflessione, dati alla mano, sull’andamento infortunistico in Italia e in Friuli Venezia Giulia.
Operaicidio, tornando al libro, è un neologismo oggi inesistente ma tanto necessario. Attraverso una sorta di “semantizzazione”, i vari capitoli dell’opera sono impostati come voci di un dizionario enciclopedico che spiega il significato sociale, economico, umano (privato e pubblico), le cause, i costi, le soluzioni possibili e le responsabilità (anche politiche) di una guerra civile che nessuno sa o vuole vincere. L’opera contrasta e supera un racconto meramente fatto di numeri e nomi sulle pagine della cronaca, a favore di una visione allargata che contempla e auspica anche proposte concrete di intervento e riforma. Si guarda inoltre al versante oscuro degli infortuni che quasi mai vengono denunciati; alle morti da amianto; al linguaggio usato nelle cronache dei mezzi d’informazione; ai silenzi di Stato del sistema radiotelevisivo pubblico; ai fatti dolosi in un lavoro tanto irregolare da diventare criminogeno; allo sfruttamento del caporalato; alla perdita di memoria, agli orfani e ai coniugi dimenticati; alla evidente inconcludenza di percorsi giudiziari che si prolungano troppo e si spengono quasi sempre in assoluzioni o prescrizioni.
È da questi spunti che nell’ultima parte della mattinata ci confronteremo in una tavola rotonda con le istituzioni e con il mondo datoriale oltre che sindacale.
Moderatore sarà il giornalista Enzo D’Antona, con noi in teatro Paola Senesi, segretaria nazionale Fillea Cgil, Elisabetta Faidutti, segretaria provinciale e regionale Fillea Cgil, Massimo Marega, segretario Cgil Trieste e ancora Marco Patucchi, Bruno Giordano, il regista Luca Bianchini, Alessia Vitozzi, tecnico della prevenzione e coordinatrice gruppo appalti Ausl Bologna, e Barbara Alessandrini, referente Salute e Sicurezza del Lavoro, Servizio prevenzione Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Ma l’elenco degli ospiti non è esaustivo ed è ancora in fase di aggiornamento e ampliamento.

