Trieste, boccata di ossigeno per l’edilizia

Non è la fine della crisi. Tutt’altro: rispetto al 2008, infatti, l’edilizia conta in provincia di Trieste 1.000 occupati in meno, segno che più di un posto su 3 è stato bruciato. Meno vistoso il calo tra le imprese ““ oggi 394, contro le 416 del 2008 ““ ma non è un fattore di tenuta: è solo il segno che la dimensione media dele imprese è diminuita, perché molti lavoratori licenziati hanno provato a ripartire mettendosi in proprio nella rete degli appalti e dei subappalti, con tutte le incognite del caso.
Gli effetti della recessione sono sotto gli occhi di tutti, ma qualche sintomo di recupero c’è. Dopo aver toccato nell’agosto di quest’anno il minimo storico di 1.431 occupati, la metà  rispetto ai livelli pre-crisi, il numero degli operai edili in provincia ha fatto segnare un deciso incremento a settembre e a ottobre, risalendo a quota 1.565. Non sembra solo l’effetto fisiologico della ripresa dopo l’estate, ma un segnale più deciso. Ma solo i prossimi mesi, come spiega il segretario della Fillea Trieste Marino Romito, ci diranno se siamo finalmente di fronte a una vera inversione di tendenza.

I DATI DELLA CASSA EDILE DI TRIESTE NELLA SEZIONE OSSERVATORIO